lunedì 26 maggio 2014

Dal Coordinamento all'Associazione degli Uffici Stampa



Vincenzo Greco

Pubblichiamo la lettera che, lo scorso 19 maggio, il nostro Portavoce ha inviato a tutti i colleghi giornalisti degli Uffici Stampa di Università e Enti di Ricerca .

Cari colleghi,
la situazione degli Uffici Stampa sta diventando vieppiù  incancrenita.  La stagnazione normativa in cui siamo costretti a operare ci sta trasformando in giornalisti- fantasma,  senza diritti  e senza contratti adeguati.  Una legge del 2000  ancora inapplicata, eppure da alcuni giudicata superata,  è la dimostrazione di quanto poco o nulla siano sensibili al nostro lavoro le amministrazioni, i sindacati e i politici.
Che sia poi il fulcro della macchina  istituzionale non lo diciamo solo noi ma proprio coloro che ci chiudono la porta quando avanziamo qualche richiesta ma che sono lesti  a riaprirla e a blandirci quando si tratta di organizzare convegni, conferenze, dibattiti, ecc.
Tutto ciò dovrebbe  far scattare la protesta del sindacato, di tutti i sindacati; da un lato i sindacati generalisti   che, però,  preferiscono rimanere in silenzio dopo aver fatto un rapido calcolo  numerico. Dall’altro il sindacato dei giornalisti , poco incline alla organizzazione di vere e proprie azioni rivendicative.
Certo, anche noi dobbiamo cospargerci il capo di cenere.  Il nostro silenzio, in alcuni casi la nostra mielosa accondiscendenza e subalternità, sono un motivo in più  per spingere Direttori, Rettori, e Aran a mantenere lo status quo. 
E’ tempo di agire predisponendo  la nostra piattaforma e chiedere che l’Aran  la discuta insieme alla CRUI e alle OO.SS.  E’ tempo di svegliarsi dal letargo preparando un sit-in di protesta dinanzi all’ARAN e al Ministero. E’ tempo di rompere gli indugi abbandonando i vecchi sindacati.
La soluzione è costituire una associazione  legalmente riconosciuta che tuteli i nostri diritti con l’applicazione della legge 150.
Per questo il Coordinamento si avvia a trasformarsi in associazione, con proprio Statuto, organismi dirigenti, quote associative, ecc.. Rimarrà in vita il tempo necessario, poi scomparirà come neve al sole. Ma a quel punto avremmo ottenuto il riconoscimento  che ci spetta.
Vi chiedo di essere dei nostri
Un saluto
Vincenzo Raimondo Greco
Portavoce nazionale CNUSUER

giovedì 27 febbraio 2014

Verso l'Associazione degli Uffici Stampa

Cari colleghi,
trascrivo il contenuto di un documento, prodotto dalla FNSI, che mi sembra importante per le rivendicazioni locali che di qui a breve saranno messe in piedi dal Associazione dei giornalisti in servizio presso gli Uffici Stampa.

«La redazione integrata deve essere composta da giornalisti che possono essere chiamati a esercitare la loro attività su ogni piattaforma o canale della testata di appartenenza (carta. siti web tv e radio, blog, social network).
La redazione integrata deve avere un solo direttore e un solo comitato di redazione e tutti i giornalisti devono essere messi nelle condizioni di operare su ogni piattaforma o canale della testata.
Ciò comporta la necessità ineludibile di definire percorsi di formazione sui nuovi strumenti tecnico-professionali e aggiornamenti costanti e non più casuali. Il lavorare su più piattaforme deve portare ad una omogenea distribuzione degli orari di lavoro ed alla rotazione dei turni nelle diverse redazioni, favorendo l'alternanza tra ricerca "tradizionale" delle notizie e attività al desk multimediale».  
 Per la FNSI, rebus sic stantibus, «la revisione dell'organizzazione del lavoro è tutt’uno con l'obiettivo della qualità professionale del prodotto informativo».
 Bisogna puntare, quindi, l’attenzione  sulla  revisione dell’organizzazione del lavoro che contempli, a mio parere,  l’applicazione della legge 150/2000.  In questa direzione si muoverà la nascente Associazione degli Uffici Stampa.

 Vincenzo Raimondo Greco
port. nazionale CNUSUER