mercoledì 12 settembre 2012
Uffici stampa dimenticati
COMUNICATO STAMPA
Roma 15 novembre 2011
Quale futuro per gli uffici stampa delle università ed degli enti di ricerca
Questa mattina presso la sede nazionale dell'Ordine dei Giornalisti si è svolto l'incontro dal titolo "Quale futuro per uffici stampa delle università e degli enti di ricerca", auto convocato dai singoli giornalisti.
Hanno partecipato il Vicepresidente dell'Odg Enrico Paissan e il Segretario gene rale aggiunto della FNSI Giovanni Rossi. Presenti all'iniziativa i referenti di circa quaranta università ed enti di ricerca.
Il confronto si è svolto principalmente sui temi dell'applicazione della legge 1 50/2000, sulle tutele sindacali, sul trattamento previdenziale, sull'inquadramento professionale dei giornalisti della pubblica amministrazione in generale.
Enrico Paissan nel suo intervento ha sottolineato il ruolo strategico della comunicazione e dell'informazione pubblica, soprattutto in un momento in cui al nostro paese è richiesto uno sforzo straordinario nella direzione dello sviluppo sociale, economico e culturale e un decisivo impulso al cambiamento.
Per Giovanni Rossi le questioni relative all'applicazione della legge 150/2000 s i articolano in contesti e con referenti differenti: le singole amministrazioni, i sindacati confederali, l'ARAN sono alcuni dei soggetti da coinvolgere e con c ui confrontarsi per un pieno riconoscimento delle professionalità, degli obblighi, ma anche dei diritti dei giornalisti impegnati negli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni.
L'incontro si è concluso con la costituzione di un coordinamento nazionale "Uffici Stampa Università - Enti di Ricerca" che si è impegnato - in collaborazione c on la FNSI e l'Odg ognuno per le proprie competenze - a programmare una serie di iniziative utili alla promozione e alla valorizzazione dell'attività giornalistica degli operatori degli uffici stampa, a promuovere strumenti di analisi e di verifica dell'applicazione delle norme relative alla comunicazione pubblica, e a rilanciare il riconoscimento contrattuale e le tutele sindacali dei giornalisti delle pubbliche amministrazioni.
Salerno (23 luglio 2012).- Nel giugno del 2000 il Parlamento italiano approvò, all'unanimità, la legge 150 sull'informazione e la comunicazione nella pubblica amministrazione. Il principio ispiratore della innovativa norma era di sancire l'obbligatorietà delle attività di informazione e comunicazione da parte delle pubbliche amministrazioni e di regolamentarle. distinguendo i ruoli dell'ufficio stampa, del portavoce e dell'ufficio relazioni con il pubblico. Una legge che aveva in nuce un'ambiguità: il "testo approvato in Parlamento", scrive Aurelio Biassoni, consigliere nazionale Fnsi, "lasciava alle amministrazioni pubbliche la facoltà del recepimento della normativa. Una facoltà purtroppo trasformatasi in arbitrio". A distanza di dodici anni, infatti, tutto è rimasto cristallizzato.
"Si pensava - aggiunge Biassoni - che dalla legge al contratto ci sarebbe voluto poco, ma il pieno riconoscimento professionale dei giornalisti degli uffici stampa è una strada ancora lunga e irta di difficoltà: a volte considerati portaborse, altre volte uomini della propaganda, in alcuni casi 'co.co.co.', nelle migliori delle ipotesi talvolta pubblici impiegati e basta".
In molti uffici stampa l'attività di informazione si sovrappone a quella amministrativa e a molti giornalisti non è applicato il contratto di categoria. E' una sorta di torre di Babele con contratti giornalistici (pochi) e inquadramenti in decine di altri contratti come quelli pubblici (la maggioranza). Una situazione articolata che testimonia come, a distanza di dodici anni, i problemi non sono cambiati, anzi si sono incancreniti; la legge è, sostanzialmente, inapplicata e gli uffici stampa restano un'anomalia nel panorama dell'amministrazione pubblica.
Perché tutto questo? Di chi la colpa? Certamente dell'Aran e dei Ministeri ma, anche, della FNSI, troppo lenta nelle rivendicazioni e con strategie sindacali poco condivisibili, e di Cgil-Cisl-Uil, preoccupati a non creare malumori tra gli iscritti portando avanti una rivendicazione a favore di una minoranza, nonostante la sentenza dell'ottobre 2006 del Giudice del Lavoro di Roma, che ammetteva al tavolo delle trattative il sindacato unitario dei giornalisti italiani.
Ed è per queste contrapposizioni che 2.000 giornalisti degli uffici stampa sono costretti a vivere in mezzo al guado. Colleghi molto spesso sottopagati, assunti frequentemente con contratti non giornalistici, costretti a orari lavorativi infernali, spesso condizionati dai tempi e dagli umori del vertice politico. Questo, nel migliore dei casi. Altrimenti, con un colpo di spugna l'organo di vertice dell'amministrazione pubblica preferisce cancellare l'ufficio stampa.
E quanto denuncia, l'Assostampa Campania a proposito dell'ASL NA1 Centro. "Nel piano 2012 - si legge in un comunicato - scompaiono le voci Ufficio stampa e giornalisti ma, di fatto, si affidano compiti e ruoli ad un settore, l'U.O.C Gestione del Web e comunicazione aziendale informatizzata, che altro non farebbe che svolgere i compiti specifici dell'attività giornalistica. Ciò in netta controtendenza con quanto sostiene la Giunta regionale della Campania, di voler applicare finalmente la legge 150/2000 sugli Uffici Stampa".
Dalla Campania alla Puglia, le cose non cambiano. Qui è la Fiera del Levante a balzare agli onori della cronaca. "Non si comprende - accusa Raffaele Lorusso, presidente dell'Assostampa di Puglia- la ragione per la quale la Fiera del Levante, pur potendo contare su giornalisti professionisti già presenti in pianta organica, abbia deciso di sopprimere l'ufficio stampa" a favore della esternalizzazione delle funzioni.
Come uscirne? Con due azioni concrete e convergenti. Da un lato è necessario stanare l'Aran e smussare i contrasti tra FNSI e organizzazioni sindacali confederali affinché si avvii la trattativa sul contratto per i giornalisti che operano nella pubblica amministrazione; dall'altro rivendicando presso le Università e gli Enti di ricerca la piena applicazione del contratto giornalistico per tutti i responsabili e gli addetti degli uffici stampa. Su queste azioni intende muoversi, nei prossimi mesi, il Coordinamento nazionale degli uffici stampa delle Università e degli Enti di Ricerca.
Vincenzo Greco
pubblicato su www.diariosette.it
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