Roma (17 settembre 2012).- "Dieci anni capo ufficio stampa
dell'Università degli Studi Roma Tre con un rapporto di lavoro di co.co.co.; ottimi
attestati dell'attività svolta in questi anni da parte di docenti dello stesso
Ateneo e, infine, riconoscimenti indiscussi di alta professionalità dal mondo
dei media. Nonostante questo curriculum la collega Monica Pepe non ha potuto
evitare di essere messa alla porta senza troppi ringraziamenti. Infatti, il suo
rapporto di lavoro si è interrotto bruscamente nel 2012. E questo per un
evidente motivo: aver chiesto, con insistenza, di essere stabilizzata così come
era già avvenuto per altre colleghe dello stesso ufficio stampa. Dopo
l'intervento della Fnsi, ed un primo diniego dello stesso rettore Guido
Fabiani, la collega Monica Pepe è stata invitata a partecipare ad un concorso
che non prevedeva, se non di striscio, l'istituzione dell'ufficio stampa e la
definizione del suo organico. Un concorso, quindi, in contrasto con i dettati
della legge 150/2000 sulla comunicazione ed informazione nella pubblica
amministrazione. Come era facile prevedere la collega, non ritrovando nel
concorso nessuna materia relativa alla sua professione, non è stata ammessa
agli orali. In un recente incontro tra il rettore Fabiani e una delegazione
della Fnsi, guidata dal Segretario generale aggiunto Giovanni Rossi, il
Direttore generale dell'ateneo non ha nascosto la sua contrarietà, senza una
motivazione specifica e credibile, all'assunzione della collega Monica Pepe. La Fnsi considera questi
atteggiamenti lesivi della professionalità della collega ed in contrasto con la
legge istitutiva degli uffici stampa nella pubblica amministrazione. Per questi
motivi il Sindacato dei giornalisti italiani chiede al rettore Guido Fabiani
che sia rivista la decisione di fatto sulla collega Pepe. Il Sindacato dei
giornalisti sarà al fianco della collega e sottoporrà la questione agli
organismi competenti".
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