Roma (23 ottobre 2012).- “La Fnsi chiama i giornalisti e tutti i
cittadini interessati a difendere il diritto ad una corretta informazione a
partecipare al presidio organizzato a Roma per domani, 23 ottobre, dalle ore
17.30 alle 19.00, al Pantheon, in contemporanea con l’arrivo in aula del
disegno di legge sulla riforma della diffamazione a mezzo stampa. I testi fin
qui prodotti dalla Commissione Giustizia destano grande preoccupazione e
meritano una risposta di visibile dissenso contro quella che si sta
configurando come una nuova norma-bavaglio. L’eliminazione del carcere per i giornalisti
(spunto iniziale e positivo del proposito di riforma) sta diventando infatti il
pretesto per misure vendicative, che mirano a scoraggiare il giornalismo più
incisivo e ad incentivare l’ossequio ai poteri.Le sanzioni innalzate fino a
100mila euro rappresenterebbero un concreto rischio di chiusura per molte voci
medio-piccole, e legittimerebbero inaccettabili interferenze degli editori
nella fattura di tutti i giornali. L’obbligo di rettifica è certo da rafforzare,
ma dovrebbe allora essere considerato motivo di esclusione della procedibilità,
ed accompagnarsi all’introduzione del “Giurì per la lealtà dell’informazione”.
Nulla invece prevede il disegno di legge in discussione per disincentivare
richieste di risarcimento danni troppo spesso spropositate, promosse
direttamente in sede civile per intimidire l’informazione; mentre emerge netto
il fastidio per la rete, quando si chiede ai blogger di sottostare alle stesse
identiche regole che deve rispettare l’informazione professionale. Se queste
rimarranno le caratteristiche del provvedimento, è meglio che il Senato lasci
in vigore la legge esistente, carcere incluso. Ma anche stavolta - come già è
stato per la norma sulle intercettazioni - il Governo e il Parlamento faranno
bene a mettere in conto la più ferma protesta non solo dei giornalisti, ma
anche dei tanti cittadini non più disposti a farsi sequestrare il diritto di
sapere. Il presidio di domani al Pantheon non sarà che il primo passo”.
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